I vaccini causano l’autismo? No, ecco perchè.

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Salute360 Team

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I vaccini causano l'autismo? In occasione della Giornata Mondiale per la consapevolezza sull'Autismo, vogliamo sfatare uno dei miti più diffusi e più dannosi legati a questa patologia. Spoiler: no! Ma perché no? Da dove nasce questa falsa convinzione e quali sono le evidenze che dimostrano il contrario? Scopriamolo insieme.

Che cos'è l'autismo?

Facciamo un passo indietro: cosa intendiamo per autismo? Citando il portale del Ministero della Salute, per disturbi dello spettro autistico (dall'inglese Autism Spectrum Disorders, ASD) si intende "un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da deficit persistente nella comunicazione sociale e nell'interazione sociale in molteplici contesti e pattern di comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi" (1). Si tratta, quindi, di un disturbo del neurosviluppo che può determinare un impatto importante in ambito sociale, comportamentale e comunicativo.

Da dove nasce il falso mito legato ai vaccini?

Il falso mito che correla vaccini e insorgenza di autismo è nato a causa di un articolo pubblicato (e in seguito ritirato) su The Lancet nel 1998 ad opera di Andrew Wakefield e colleghi. L'ipotesi portata avanti dagli autori era legata, in particolare, al vaccino contro Morbillo, Parotite e Rosolia (in inglese MMR: Measles, Mumps, Rubella; in italiano lo trovate come MPR: Morbillo, Parotite, Rosolia).

Wakefield, le cui precedenti ricerche si concentravano su una possibile correlazione tra virus del morbillo e malattie infiammatorie intestinali, nel 1998 ipotizzò che la vaccinazione contro il morbillo - e in particolare quella con il vaccino MMR - potesse condurre allo sviluppo di una nuova sindrome gastrointestinale con conseguente impatto sullo sviluppo neurologico. Lo studio da lui condotto consisteva nella descrizione delle caratteristiche cliniche di 12 bambini con una storia di disturbi del neurosviluppo (9 erano affetti da autismo) e di anomalie intestinali. Lo studio riporta che per 8 dei 12 bambini era stato osservato da genitori o medico curante un peggioramento nei problemi comportamentali dopo aver ricevuto il vaccino. Wakefield ipotizzò che il vaccino potesse portare a un'infiammazione intestinale e che l'entrata in circolo di alcune proteine infiammatorie potesse condurre a infiammazione cerebrale e sviluppo di disturbi pervasivi dello sviluppo, incluso l'autismo.

Le limitazioni della ricerca di Wakefield

Sin da subito furono chiare le forti limitazioni della ricerca di Wakefield, elencate efficacemente in un articolo sul tema a cura di Geoghegan e colleghi e pubblicato su Frontiers in Microbiology:

  1. Innanzitutto la ricerca mancava di un reale confronto tra bambini esposti al vaccino e non esposti al vaccino.
  2. In più, l'unica correlazione tra vaccino e autismo era basata sul tempo: Wakefield osservò che l'insorgenza di autismo avveniva proprio nel periodo di ricezione del vaccino. Correlazione "apparente" che non dovrebbe sorprendere se si considera che il periodo di insorgenza dei primi sintomi di autismo avviene generalmente proprio nell'età in cui viene somministrato il vaccino (quindi a prescindere da questo, come evidenziato da ricerche successive).
  3. Inoltre, secondo questa ipotesi, una nuova sindrome intestinale provocata dal vaccino conduceva in un secondo tempo all'autismo (come accennato sopra), ma tutti gli 8 bambini riportati hanno in effetti sviluppato i sintomi intestinali solo dopo la diagnosi di autismo e non prima (2).

Infine, emersero altre importanti ombre sull'improprio reclutamento dei soggetti e sul conflitto di interessi finanziario che coinvolgeva l'autore, finché dopo un'inchiesta giornalistica relativa a dubbi etici e scientifici e un'investigazione durata cinque anni del General Medical Council britannico, l'articolo venne ritenuto fraudolento, ritrattato dal The Lancet e Wakefield venne radiato dall'albo dei medici inglesi.

È bene sottolineare a questo punto che ritrattare o ritirare un articolo - come spiega bene in un articolo dedicato il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) - significa rimuovere l'articolo dagli archivi della rivista che lo aveva pubblicato e sostituirlo "da una nota in cui si spiegano le ragioni della ritrattazione, e, almeno in teoria, a tutti gli effetti è come se non fosse mai stato pubblicato". Ben diverso quindi, da quei lavori pubblicati "in buona fede" che, grazie ai progressi nella ricerca vengono successivamente smentiti. Questi, infatti, rimangono e sono necessari perché possono essere ulteriore spunto di nuove scoperte e conoscenze, come spesso succede nella storia della scienza. "La ritrattazione, invece, implica che l’articolo non debba in nessun caso essere usato come base per futuri studi, e che il suo risultato, se rimanesse negli archivi e nei database, inquinerebbe la letteratura scientifica. [..] la principale causa è la scoperta di qualche forma di frode scientifica: la falsificazione di dati, il plagio, la pubblicazione multipla dello stesso risultato" (3).

Quali sono le successive evidenze?

Nonostante la netta condanna della comunità scientifica, il dubbio ormai insediato ha generato un'importante attenzione tra pubblico e media, con conseguenze importanti anche nella riduzione delle coperture vaccinali.

Sono state molte le ricerche successive, condotte su campioni molto vasti e con metodiche diverse, che hanno smentito la correlazione tra vaccino contro morbillo, parotite e rosolia e autismo. Geoghegan e colleghi ne citano in particolare due:

  1. Il primo è uno studio condotto da Taylor e colleghi (5) su un campione di circa 500 bambini inglesi. In particolare, i ricercatori hanno esaminato in maniera retrospettiva la presenza di disturbi dello spettro autistico nei bambini sia prima che dopo l'introduzione del vaccino MMR avvenuta nel 1988. La ricerca non ha osservato differenze nell'immunizzazione tra bambini con e senza diagnosi di autismo, allo stesso modo non sono emerse differenze nell'età di diagnosi di autismo tra bambini vaccinati e non vaccinati.
  2. Il secondo è uno studio danese pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2002 (6). Questa ricerca, ancora più ampia della prima, ha analizzato i dati di più di mezzo milione di bambini nati in Danimarca tra il 1991 e il 1998 e non ha trovato associazioni tra età alla vaccinazione, ricezione del vaccino, tempo dalla somministrazione del vaccino e sviluppo di un disturbo dello spettro autistico.

Purtroppo, nonostante le numerose e forti evidenze sulla mancata associazione tra vaccini e autismo e sulla sicurezza del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia, la diffusione di questo falso mito causa ancora esitazione in moltissimi genitori, indecisi sul vaccinare o meno i propri figli. Questo ha determinato nel tempo l'insorgenza di nuovi focolai e il ritorno vero e proprio ad esempio del morbillo, con conseguenze importanti in termini di complicanze (tra cui otiti dell'orecchio medio, polmoniti, broncopolmoniti, laringiti, diarrea, fino a encefalite e encefalomielite - infiammazione a carico di cervello e midollo spinale) e di mortalità (la mortalità dell'encefalite dovuta a morbillo è superiore al 10% e nel 20-40% di chi sopravvive lascia in ogni caso conseguenze permanenti a livello neurologico). Per questo ancora oggi è così importante non avere paura e dire si al vaccino! Hai ancora dubbi? Non esitare a parlarne con il tuo medico! Puoi trovare informazioni accreditate sui vaccini e sulla loro sicurezza anche su: www.vaccinarsi.org. Di seguito riportiamo anche tutte le nostre fonti per approfondire!

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Le nostre fonti:

  1. Ministero della Salute, l'autismo: https://www.salute.gov.it/portale/saluteMentale/dettaglioContenutiSaluteMentale.jsp?lingua=italiano&id=5613&area=salute%20mentale&menu=vuoto
  2. Geoghegan, O'Callaghan, Offit, "Vaccine Safety: Myths and Misinformation" Front Microbiol. 2020; 11: 372. Published online 2020 Mar 17.
  3. CICAP, "Errori e frodi nella scienza: gli articoli ritrattati": https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=278061
  4. DeStefano, Shimabukuro, "The MMR Vaccine and Autism", Annu Rev Virol. 2019 Sep 29; 6(1): 585-600
  5. Taylor B., Miller E., Farrington C. P., Petropoulos M. C., Favot-Mayaud I., Li J., et al. (1999). Autism and measles, mumps, and rubella vaccine: no epidemiological evidence for a causal association. Lancet 353 2026–2029.
  6. Madsen K. M., Hviid A., Vestergaard M., Schendel D., Wohlfahrt J., Thorsen P., et al. (2002). A population-based study of measles, mumps, and rubella vaccination and autism. N. Engl. J. Med. 347 1477–1482
  7. Ministero della Salute, il morbillo: https://www.salute.gov.it/portale/malattieInfettive/dettaglioSchedeMalattieInfettive.jsp?lingua=italiano&id=13&area=Malattie%20infettive&menu=indiceAZ&tab=4