Virus Respiratorio Sinciziale (RSV): un’epidemia stagionale da non sottovalutare

Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è una causa comune di infezioni a livello respiratorio, in particolare modo nei bambini minori di 5 anni. 
Nonostante sia considerata un’infezione tipica dell’infanzia, di recente è stato rivalutato il suo ruolo patogeno anche nella popolazione adulta, specialmente se anziana o fragile.
Il virus ha un andamento stagionale, con un picco di casi tra dicembre e febbraio.
In genere i sintomi dell’infezione sono lievi e difficili da distinguere dal comune raffreddore, ma nei casi più severi può esitare in bronchioliti o polmoniti.

Cos'è l'RSV?

Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è un virus a RNA a singolo filamento appartenente alla famiglia Pneumoviridae e al genere Orthopneumovirus. Il nome deriva dal peculiare tipo di cellule pseudo-giganti che si formano nei tessuti in coltura infettati da questo patogeno, chiamate appunto sincizi, che originano dalla fusione delle singole cellule.

Epidemiologia dell'infezione

Quasi tutti i bambini contraggono l’infezione da RSV almeno una volta entro i 2 anni di età. Si stima che RSV causi ogni anno nel mondo circa 33 milioni di infezioni delle basse vie respiratorie, 3 milioni di ospedalizzazioni e oltre 118.000 decessi. In Italia, tra il 2001 e il 2014 sono stati registrati oltre 57.000 ricoveri ospedalieri e quasi 9 ricoveri su 10 avevano coinvolto piccoli pazienti con meno di un anno, confermando l'elevato impatto del virus nella popolazione pediatrica. Anche gli adulti, soprattutto se anziani o affetti da malattie croniche, devono fare attenzione in quanto possono essere vulnerabili.

Come si contrae l'RSV?

L'RSV si trasmette attraverso goccioline emesse con la respirazione che raggiungono la mucosa nasofaringea o congiuntivale. Il virus può moltiplicarsi a livello del tratto respiratorio superiore causando un’infezione delle alte vie o diffondersi al tratto inferiore, causando bronchioliti e/o polmoniti. Le vie aeree danneggiate dall'infezione da RSV, inoltre, possono essere più vulnerabili ad infezioni batteriche secondarie.

Il periodo di contagio dura circa 3-8 giorni dopo la fase di incubazione, ma può prolungarsi anche a 4 settimane in presenza di un sistema immunitario indebolito.

Quali sono i sintomi dell'RSV?

La gravità e la tipologia di sintomi variano a seconda dell’età e dei fattori di rischio. In generale si manifestano dopo circa 4-6 giorni di incubazione e assomigliano ai sintomi del raffreddore, dell’influenza o del COVID-19 come febbre, congestione nasale, tosse, starnuti e in alcuni casi respiro sibilante.

I neonati possono manifestare sintomi meno evidenti, mostrandosi maggiormente irritabili, stanchi e con un po' di congestione nasale.

Quali sono le complicanze dell'RSV?

È importante cogliere i campanelli d’allarme di un’infezione che si sta diffondendo alle basse vie respiratorie. In particolare, bisogna prestare attenzione se il bambino o la persona riferisce mancanza di respiro, presenta una respirazione accelerata, un incavamento del torace durante l’inspirazione, narici che si dilatano a ogni espirazione, un aspetto anomalo con pelle, labbra e unghie bluastre.

Le complicanze più severe dell’RSV includono infezioni alle orecchie, laringotracheiti, bronchioliti, polmoniti fino all’insufficienza respiratoria acuta. Nei pazienti fragili con comorbidità può portare a un peggioramento delle malattie croniche di base, come l’insufficienza cardiaca, per una riduzione del livello di ossigeno nel sangue che arriva ai tessuti.

Quali sono i fattori di rischio per un'infezione grave da RSV?

Gli individui maggiormente a rischio includono:

  • bambini prematuri, di età pari o inferiore a 12 mesi o bambini con sistema immunitario indebolito o malattie cardiache o polmonari;
  • soggetti con età pari o superiore a 60 anni, soggetti con un sistema immunitario indebolito o con patologie preesistenti, soprattutto se vivono in aree affollate come case di cura.

Come viene diagnosticato l’RSV?

La diagnosi di RSV non è sempre necessaria, poiché i sintomi sono spesso tipici di un comune raffreddore. Tuttavia, in alcuni casi, come nei neonati, negli anziani o nelle persone con patologie preesistenti, può essere utile effettuare test rapidi per la ricerca del virus o richiedere esami del sangue, radiografie del torace o TC, per valutare lo stato dei polmoni.

A livello nazionale, viene effettuato un costante monitoraggio dei casi di RSV attraverso il sistema di sorveglianza RespiVirNet. Questo sistema si basa sulla segnalazione da parte di MMG, pediatri e laboratori di riferimento ed è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità. Esso permette di raccogliere dati sulle infezioni da virus respiratori e di individuare eventuali epidemie, consentendo così di mettere in atto le misure preventive più appropriate.

Come viene trattato il RSV?

La maggior parte dei casi di RSV guarisce da sola senza trattamento entro 2 settimane. Al momento non esiste una terapia specifica per curare questa infezione, per cui è importante la prevenzione. Misure semplici come il lavaggio frequente delle mani, la copertura della bocca durante tosse o starnuti e l'evitare il contatto con persone infette possono limitare la diffusione del virus.

Per favorire la guarigione è importante bere molti liquidi, riposare e in caso di febbre o dolore è possibile assumere antidolorifici da banco per contrastare i sintomi. Nei bambini più piccoli, il lavaggio nasale con gocce saline può aiutare a sciogliere il muco e favorire la respirazione.

Gli antibiotici, i corticosteroidi e i broncodilatatori generalmente non sono utili e non sono raccomandati.

Nei casi più severi potrebbe essere necessario il ricovero ospedaliero.

Esiste un vaccino?

Attualmente ci sono diversi vaccini per prevenire l'infezione da virus respiratorio sinciziale (RSV).

Per gli adulti sono stati autorizzati in Europa e in Italia i vaccini Arexvy, mResvia e Abrysvo, per proteggere le persone di età superiore ai 60 anni nei confronti delle malattie del tratto respiratorio inferiore (LRTD) provocate dall’RSV. Abrysvo può essere somministrato anche alle donne in gravidanza tra la 24° e 36° settimana di gestazione per proteggere i neonati.

Per i bambini è stato invece approvato dall’EMA (Agenzia Europea del Farmaco) Nirsevimab, il primo anticorpo monoclonale destinato ai neonati per proteggerli durante la loro prima stagione di RSV, un periodo particolarmente rischioso.

Cos'è la profilassi con anticorpo monoclonale?

La profilassi con anticorpo monoclonale, come quella fornita da Nirsevimab, è un trattamento preventivo che aiuta a proteggere i bambini piccoli dalle infezioni gravi da RSV. Questo anticorpo agisce bloccando il virus e riducendo significativamente il rischio di ospedalizzazione e la sua lunga emivita consente di coprire un’intera stagione epidemica con una singola somministrazione.  In molte regioni, questa protezione è gratuita dal 1° novembre 2024 per i bambini nati da gennaio 2024 a marzo 2025.

Le nostre fonti:

  • Global, regional, and national disease burden estimates of acute lower respiratory infections due to respiratory syncytial virus in children younger than 5 years in 2019: a systematic analysisLi, YouAbram, Michael et al.The Lancet, Volume 399, Issue 10340, 2047 - 2064
  • “Prevenzione delle infezioni da Virus Respiratorio Sinciziale nella popolazione italiana” redatto dagli specialisti di SItI e SIMIT
  • Raccomandazioni sulla vaccinazione contro il Virus Respiratorio Sincinziale (VRS o RSV). (2024, January 16) Società Italiana Di Pediatria. https://sip.it/2024/01/15/raccomandazioni-sulla-vaccinazione-contro-il-virus-respiratorio-sincinziale-vrs-o-rsv/
  • Respiratory syncytial virus (RSV) infection. Healthline. (2024, March 26). https://www.healthline.com/health/respiratory-syncytial-virus-rsv#treatment
  • Faiella, M. G. Virus respiratorio sinciziale, l’indagine: terapia gratuita, in quali Regioni e quando partirà la campagna di immunizzazione. Corriere Della Sera. (2024, September 1).https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/24_settembre_01/virus-respiratorio-sinciziale-l-indagine-terapia-gratuita-in-quali-regioni-e-quando-partira-la-campagna-di-immunizzazione.shtml?refresh_ce
Corina Marjin
Corina Marjin
Corina Marjin è laureata in Medicina e specializzanda in Igiene e Medicina Preventiva all'università di Pavia. Ha una profonda passione per la salute e l'ambiente, che coltiva dedicandosi a progetti di divulgazione medico-scientifica, per ispirare scelte più consapevoli e sostenibili. Nel tempo libero adora ascoltare podcast e immergersi nella natura.

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