Dr. Riccardo Livi

Dr. Riccardo Livi Verificata

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Descrizione attività / Bio professionista

Fino dal 1980 il Dott. Livi si è interessato ai rapporti fra malattia renale e ipertensione arteriosa. Queste condizioni hanno in comune il fatto di decorrere spesso senza sintomi evidenti, di avere una grande prevalenza nella popolazione italiana, specialmente oltre i 60 anni di età, e di essere direttamente correlate al rischio di sviluppare eventi cardiovascolari. Esse sono strettamente interrelate: il rene entra infatti direttamente nella regolazione della pressione arteriosa, perché regola il bilancio dei liquidi e dei sali dell’organismo e perché produce sostanze che influenzano lo stato di costrizione delle arterie. L’ipertensione arteriosa, d’altro canto, è in grado di provocare danno renale e di accelerare la progressione delle malattie renali verso l’insufficienza renale terminale che richiede l’emodialisi e/o il trapianto renale; il controllo ottimale della pressione arteriosa, ottenuto tenendo conto degli effetti renali dei farmaci ipotensivi, è in grado di rallentare il peggioramento dell’insufficienza renale. Il rene può quindi essere al tempo stesso causa e vittima dell’ipertensione arteriosa. L’approccio clinico del Dr. Livi a queste condizioni patologiche deriva dalle sue specifiche competenze nefrologiche, dalle competenze internistiche maturate nei molti anni di servizio in Medicina Interna, e dall’esperienza derivante dalla sua trentennale attività ambulatoriale. Il paziente con segni di nefropatia viene inquadrato valutando la sua situazione clinica globale e il peso di eventuali malattie concomitanti, determinando lo stadio e la velocità di progressione della malattia renale e instaurando adeguate misure terapeutiche, farmacologiche e non farmacologiche, e monitorandone gli effetti sulla progressione della malattia.
La gestione del paziente con ipertensione arteriosa include la stima della gravità dell’elevazione pressoria, la definizione del rischio cardiovascolare globale (presenza di altri fattori di rischio e/o danni d’organo), lo screening delle forme di ipertensione secondaria, l’adozione di misure terapeutiche non farmacologiche, e, se necessario, l’introduzione di una terapia farmacologica. Convinto assertore della necessità di stabilire con il paziente un rapporto basato sulla reciproca conoscenza e fiducia, ha sempre dedicato al colloquio con il paziente il tempo e l’attenzione appropriati, rimanendo disponibile, dopo la visita, per ulteriori chiarimenti o consigli. E’ inoltre sua convinzione che l’eventuale terapia farmacologica debba essere il più possibile individualizzata, sia nelle dosi che nei tempi di somministrazione, e condivisa con il paziente, a cui deve essere fornita un’informazione adeguata sulle scelte possibili e sugli obiettivi della terapia stessa. Ritiene di fondamentale importanza mantenere corretti rapporti di collaborazione con i Medici curanti. Fino al 31/10/2020 Ricercatore universitario in Medicina Interna, Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica, Università degli Studi di Firenze, in afferenza assistenziale, ha prestato servizio presso l’AOU Careggi, SOD Medicina Interna 4, con l’incarico di “attività reparto di degenza ed ambulatoriale per le patologie nefrologiche e l’ipertensione arteriosa”. E’ stato responsabile dell’Ambulatorio specialistico Ipertensione arteriosa e Nefrologia della SOD. Ha svolto attività ambulatoriale in libera-professione intramoenia fino al 2020. E’ stato docente presso la Facoltà di Infermieristica e le Scuole di Specializzazione in Medicina Interna e in Reumatologia dell’Università degli Studi di Firenze. Ha svolto attività di ricerca nei campi dell’ipertensione arteriosa, della nefrologia e della cronobiologia, occupandosi in particolare dell’utilizzazione clinica delle automisure domiciliari e del monitoraggio automatico non invasivo della pressione arteriosa, dello studio della pressione arteriosa in gravidanza, dello studio della funzione renale e del coinvolgimento renale nelle malattie reumatiche.
E’ autore o coautore di 75 pubblicazioni su riviste o atti di congressi, nazionali e internazionali. Ha partecipato con contributi originali a numerosi congressi scientifici sia in Italia che all’estero. E’ stato relatore in numerosi convegni nazionali e internazionali e a corsi di aggiornamento per medici. E’ socio ordinario della Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa, della Società Italiana di Nefrologia e della Associazione Scientifica Interdisciplinare Aggiornamento Medico. Fino al 2013 è stato socio ordinario dell’American Society of Hypertension.